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Feb

La Parodontite è una infezione batterica che colpisce le gengive e le ossa che sostengono i nostri denti. E’ una malattia multifattoriale e di tipo ereditario; ereditiamo, infatti, dai nostri genitori, le specie batteriche parodontopatogene che compongono la nostra flora batterica orale, il biotipo gengivale ed il tipo di risposta immunitaria.

Il nostro organismo per contrastare questa infezione, utilizza un noto meccanismo protettivo chiamato “infiammazione”, il quale, purtroppo, quando interviene, oltre a distruggere i batteri, distrugge anche l’osso e i tessuti connettivali limitrofi sani, vitali per il sostegno dentario. In questa fase infiammatoria acuta le gengive modificano il loro aspetto: si gonfiano, assumono un colorito di tipo rosso-violaceo e diventano dolenti e sanguinanti al contatto. Ciò determina la formazione di uno spazio tra dente e gengiva, dove facilmente si va ad inserire la placca batterica che, se non adeguatamente rimossa, si calcifica trasformandosi in tartaro sottogengivale e con il ciclico ripetersi di tali infiammazioni determina la formazione della tasca parodontale. I denti incominciano a muoversi e ad assumere una posizione diversa in arcata fino a far diventare necessaria la loro rimozione in quanto dolenti durante il loro utilizzo.

Altri fattori che possono facilitare il verificarsi di una parodontite o aggravare una parodontite già in essere sono: il fumo di sigaretta, lo stress, il diabete e le diete squilibrate; tutti fattori che determinano un’alterazione della nostra risposta immunitaria. In gravidanza, per un meccanismo di tipo ormonale, la nostra saliva assume una consistenza più densa (quota mucosa maggiore di quella sierosa) motivo per cui l’insorgenza di una gengivite o parodontite lieve è molto più probabile.
I batteri che causano la parodontite oltre a colonizzare le nostre gengive potrebbero anche colonizzare, attraverso il sistema circolatorio, organi vitali a distanza come cuore e reni causando, rispettivamente, endocarditi o glomerulonefriti.

 

Come curarla e come prevenirla

Vari sono i livelli terapeutici attualmente utilizzati dall’odontoiatra, scelti in relazione alla gravità della malattia; dai più semplici e routinari come la rimozione della placca e del tartaro attraverso l’utilizzo di ablatori ad ultrasuoni e la levigatura radicolare effettuata sotto anestesia con strumenti manuali, fino alla chirurgia mucogengivale utilizzata nelle forme più avanzate, con la quale è possibile ricostruire attraverso l’utilizzo di membrane e biomateriali parte dell’osso perduto.

Ma come sempre il segreto per godere di una buona salute risiede nella prevenzione, una prevenzione “quotidiana”, che ciascuno di noi può svolgere per ridurre al minimo il rischio di sviluppare una parodontite ed attuabile attraverso le seguenti linee guida: pulire i denti con dentifricio e spazzolino dopo ogni pasto, utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno, fare uso di collutori specifici, eseguire quotidianamente un controllo del bordo gengivale per individuare segnali di allarme come gonfiore o sanguinamento a carico delle gengive ed effettuare periodicamente ogni 6-12 mesi una seduta di igiene dentale professionale.

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