08
Giu

È già allarme, dopo i 40 anni soltanto 3 italiani su 10 hanno conservato tutti i denti naturali, e più di un quarto degli intervistati che ha perso almeno un dente dichiara di non averlo sostituito. Questi i dati emersi da una recente ricerca commissionata alla Doxa dall’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP), su un campione di 800 cittadini tra i 40 ed i 75 anni. Anche se per la gran parte del campione intervistato le conseguenze derivanti dalla perdita dei denti sono molteplici, non solo di carattere fisico ma anche psicologico, e che la perdita dei denti si possa prevenire, una quota consistente di persone lo considera ancora un fenomeno inevitabile legato all’invecchiamento.

 

Inoltre, pur essendo a conoscenza della prevenzione, non è assolutamente unanime sui comportamenti corretti da assumere, dichiarando di andare dal dentista unicamente se si presenta un problema specifico da curare, e che un’attenta igiene orale, intesa come giusto atto di prevenzione, sia più che sufficiente per evitare un controllo specialistico.

 

Altri motivano la loro mancanza di controlli per assenza di fastidi, motivi economici, disponibilità di tempo e per paura di soffrire. Da ciò si evince una necessaria sensibilizzazione della popolazione da parte di noi operatori del settore nei confronti della diffusione di una corretta ed ampia prevenzione, tale da poter consentire di affrontare la terza età nelle migliori condizioni possibili. Sappiamo che la prevenzione si suddivide in tre livelli di cui la Primaria e la Secondaria servono a prevenire il danno, mentre la Terziaria è l’insieme di manovre, eseguite dal medico stesso, che vengono praticate quando il danno si è ormai instaurato.

 

A questo punto è chiaro che sia molto più vantaggioso concentrarsi sui due primi stadi della prevenzione che sono quelli che permetteranno, a chiunque, di conservare i propri denti per tutta la vita. Spesso, con il passare degli anni, le gengive tendono a ritirarsi lasciando esposti i colletti dei denti e quindi aumentando il rischio di carie al colletto, e le parodontiti, ossia infiammazioni dell’apparato di sostegno dei denti, diventano più frequenti.

 

Queste malattie si possono prevenire curando l’igiene orale, seguendo una dieta sana, e utilizzando colluttori a base di fluoruri e clorexidina. Inoltre è oramai accertata la correlazione tra la presenza di parodontiti e lo sviluppo di malattie cardiocircolatorie e il diabete. Un sano e completo atto masticatorio favorisce l’afflusso di sangue al cervello, agendo positivamente su memoria, apprendimento e stato di veglia, mentre una masticazione ridotta costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di deficit cognitivi, demenza e sindromi depressive.

 

Pertanto anche la riabilitazione protesica di pazienti parzialmente e/o totalmente edentuli rappresenta un intervento indispensabile, non solo per contribuire ad un bel sorriso e a migliori condizioni di nutrizione, ma anche per rallentare i processi d’invecchiamento del nostro sistema nervoso centrale.

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